Quante note ci sono nella musica? Perché dodici
La musica occidentale usa 12 note diverse. Sette hanno un nome proprio, Do, Re, Mi, Fa, Sol, La e Si, e le altre cinque stanno in mezzo e si chiamano con un diesis o un bemolle: Do♯/Re♭, Re♯/Mi♭, Fa♯/Sol♭, Sol♯/La♭ e La♯/Si♭. Dopo la dodicesima nota lo schema ricomincia, un’ottava più in alto, ed è per questo che gli 88 tasti di un pianoforte contengono solo 12 note, ripetute.
Quali sono le 12 note?
Partendo da Do e salendo un tasto alla volta sulla tastiera, bianchi e neri, le 12 note sono:
Do, Do♯, Re, Re♯, Mi, Fa, Fa♯, Sol, Sol♯, La, La♯, Si
Il tasto successivo è di nuovo Do. Ogni passo è un semitono, la distanza più piccola della musica occidentale. I tasti neri sono le cinque note intermedie, e ognuna ha due nomi: il tasto nero tra Do e Re è sia Do♯ (Do alzato) sia Re♭ (Re abbassato). La lezione sulle note e i semitoni mostra come trovarle tutte e dodici sulla tastiera.
Se le note sono 12, perché i nomi sono solo 7?
I nomi sono 7 perché la maggior parte della musica usa 7 note alla volta. Una scala maggiore o minore sceglie 7 delle 12 note, una per ogni nome, e i nomi sono nati attorno a quelle scale. I tasti bianchi del pianoforte sono esattamente la scala di Do maggiore. Le altre cinque note si scrivono come un nome con un diesis o un bemolle, così ogni scala continua a usare ciascun nome una volta sola. L’articolo Do Re Mi o C D E? parla degli altri sistemi di nomi, che indicano le stesse dodici note.
Perché le note si ripetono?
Le note si ripetono per via dell’ottava. Due note a distanza di un’ottava hanno frequenze in rapporto 2:1, e l’orecchio le sente come la stessa nota a un’altezza diversa. Un uomo e un bambino che cantano la stessa melodia a un’ottava di distanza sembrano cantare le stesse note. Così la musica dà un nome alle note di un’ottava e riusa quei nomi più in alto e più in basso: Do4 e Do5 sono entrambi Do.
Quante note ci sono su un pianoforte?
Un pianoforte standard ha 88 tasti, 52 bianchi e 36 neri, dal La0 in basso al Do8 in alto. Sono poco più di sette ottave delle stesse 12 note. La chitarra funziona allo stesso modo: ogni tasto è un semitono, quindi 12 tasti più su lungo una corda ti riportano alla nota della corda vuota, un’ottava sopra.
Perché dodici note e non un altro numero?
Dodici è il numero più piccolo di passi uguali che dia una quinta giusta molto buona: l’intervallo con rapporto di frequenze 3:2 che, dopo l’ottava, suona più stabile di tutti.
Sovrapponi quinte giuste a partire da Do e ottieni Do, Sol, Re, La, Mi, Si, Fa♯ e così via. Dodici quinte tornano quasi sul Do, sette ottave più in alto. Lo mancano di poco, circa un quarto di semitono, quindi le quinte pure non chiudono mai il cerchio esattamente. L’accordatura moderna, il temperamento equabile, risolve il problema dividendo l’ottava in 12 semitoni esattamente uguali e rendendo ogni quinta un pochino più stretta. La lezione sul circolo delle quinte segue quella catena di quinte attraverso tutte e dodici le tonalità.
Il compromesso è piccolo dove conta di più e più grande altrove. I musicisti lo misurano in cent, centesimi di semitono:
| Intervallo | Rapporto puro | Ampiezza pura | Ampiezza temperata | Differenza |
|---|---|---|---|---|
| Ottava | 2:1 | 1200 cent | 1200 cent | nessuna |
| Quinta giusta | 3:2 | circa 702 cent | 700 cent | circa 2 cent |
| Terza maggiore | 5:4 | circa 386 cent | 400 cent | circa 14 cent |
Con meno passi uguali non si arriva così vicino alla quinta. Dividere l’ottava in 5 o 7 passi uguali sposta la quinta di oltre 15 cent, e nessuna divisione in meno di 29 passi uguali dà una quinta più precisa di quella dei 12.
Da dove vengono le scale di 5 e di 7 note?
Vengono dalla stessa catena di quinte, tagliata più corta. Cinque quinte di fila, Do–Sol–Re–La–Mi, danno le note della scala pentatonica, Do Re Mi Sol La. Sette, Fa–Do–Sol–Re–La–Mi–Si, danno le sette note di Do maggiore. Dodici danno tutte le note. Ecco perché la scala pentatonica sta dentro la scala maggiore, e la scala maggiore sta dentro le dodici note.
Le altre tradizioni musicali usano 12 note?
Non tutte. Dodici è lo standard della musica occidentale, e altre tradizioni dividono l’altezza in modo diverso:
- La musica araba lavora con i maqamat, scale che comprendono intervalli compresi tra un semitono e un tono intero. La teoria li descrive spesso su una griglia di 24 passi per ottava, detti quarti di tono, anche se le ampiezze esatte variano da regione a regione e da interprete a interprete.
- La musica classica indiana nomina nella sua teoria 22 shruti, posizioni di altezza molto fini. In pratica l’interprete lavora con 12 posizioni di nota nell’ottava, gli svara, e ogni raga sceglie le sue note fra queste, spesso con inflessioni intermedie.
- Il gamelan giavanese usa due sistemi di accordatura: lo slendro, con cinque note per ottava, e il pelog, con sette. Ogni gamelan è accordato su sé stesso, quindi le sue note non corrispondono a quelle di un pianoforte.
Compositori e teorici hanno anche provato a dividere l’ottava in 19, 24, 31 o 53 passi uguali. L’orecchio distingue altezze molto più vicine di un semitono, quindi dodici è una scelta, non un limite dell’udito.
Do diesis è la stessa nota di Re bemolle?
Al pianoforte sì: Do♯ e Re♭ sono lo stesso tasto e suonano uguali. Si scrivono in modo diverso perché svolgono compiti diversi in tonalità diverse: l’articolo Diesis o bemolle mostra come la tonalità decide quale nome scrivere, e la lezione sugli intervalli enarmonici spiega quando la grafia conta.
Prova tu
Le dodici note diventano utili quando riesci a trovarle senza contare. L’esercizio Trova la nota ti dà il nome di una nota e ti chiede di suonarla sul tuo strumento, tastiera, chitarra o un altro, partendo dalle sette note naturali e poi da tutte e dodici.