10 film sulla musica da vedere, e che cosa insegna ciascuno
I dieci migliori film sulla musica da vedere, se vuoi uscirne capendo la musica un po’ meglio, sono Tutti insieme appassionatamente (1965), Amadeus (1984), This Is Spinal Tap (1984), Bird (1988), School of Rock (2003), Once (2007), 20 Feet from Stardom (2013), Whiplash (2014), Sound of Metal (2019) e Tár (2022). Il criterio non sono gli incassi né i premi. Ogni film mostra una cosa vera su come funziona la musica, come il tempo, l’armonia, l’ascolto o il suonare insieme, e ciascuno è accompagnato da una lezione di questo sito in cui puoi esercitare proprio quella cosa.
Tutti insieme appassionatamente (1965): una melodia è una passeggiata su una scala
Regia di Robert Wise. In “Do-Re-Mi” la governante Maria insegna a cantare ai bambini von Trapp con una lezione sulla scala. Le sillabe salgono la scala maggiore un gradino alla volta, da Do fino a Ti e di nuovo a Do. Poi la canzone le rimescola in motivi nuovi, ed è questo il vero punto: una melodia è un percorso attraverso i gradi di una scala. Nel film si usa il do mobile, in cui Do è qualunque nota la canzone tratti come casa; nei paesi del do fisso, come l’Italia, Do indica sempre la stessa nota. Il film si ispira liberamente alla vera famiglia von Trapp e ne cambia parecchio la storia. La lezione sulle scale costruisce lo stesso schema di sette gradi a partire da qualsiasi nota.
Amadeus (1984): comporre comincia nell’orecchio
Regia di Miloš Forman, dall’opera teatrale di Peter Shaffer. Antonio Salieri, compositore di corte di successo, racconta di essersi reso conto che la musica del giovane Mozart è migliore della sua. La rivalità è romanzata: non c’è alcuna prova che Salieri abbia fatto del male a Mozart, e l’immagine di un Mozart che scrive musica già finita senza brutte copie fa parte della leggenda, perché i suoi abbozzi sono arrivati fino a noi. Quello che il film coglie bene è ciò che sa fare un orecchio allenato. Verso la fine, Mozart detta un movimento del suo Requiem parte per parte, il basso, le voci, l’orchestra, mentre Salieri lo trascrive. Entrambi sentono una musica che ancora non suona e la trasformano in note sulla carta: l’allenamento dell’orecchio al suo estremo. La lezione sull’allenamento dell’orecchio parte da dove partono tutti, cioè distinguere due intervalli.
This Is Spinal Tap (1984): una manopola non rende un suono più forte
Regia di Rob Reiner. È un mockumentary, un finto documentario su una band heavy metal britannica immaginaria durante una disastrosa tournée americana. La sua battuta più famosa riguarda il suono: il chitarrista mostra con orgoglio un amplificatore le cui manopole arrivano a undici invece che a dieci, convinto che così suoni più forte. Non è così. I numeri su una manopola sono etichette. L’intensità dipende dall’ampiezza della vibrazione, da quanto l’altoparlante sposta davvero l’aria. La lezione sul suono e le sue proprietà distingue l’intensità dall’altezza e dal timbro, le tre cose che ogni suono possiede.
Bird (1988): l’improvvisazione segue gli accordi
Regia di Clint Eastwood, con Forest Whitaker nei panni di Charlie Parker, il sassofonista contralto che negli anni Quaranta contribuì a creare il bebop insieme a Dizzy Gillespie e ad altri. Buona parte del dramma riguarda la dipendenza di Parker più che il suo modo di suonare. Quello che il film mostra, un locale dopo l’altro, è l’improvvisazione come un’abilità con delle regole: un solista bebop inventa una melodia sul momento sopra una progressione di accordi che tutta la band conosce. Molti brani bebop sono a loro volta melodie nuove scritte sugli accordi di canzoni già esistenti. La spina dorsale di quelle progressioni è il ii–V–I, il movimento che la lezione sulle progressioni che tutti usano indica come quello su cui è costruito il jazz. Improvvisarci sopra comincia dal sentire dove sta andando ogni accordo.
School of Rock (2003): una band è un insieme di ruoli
Regia di Richard Linklater. Jack Black interpreta un chitarrista rock fallito che si spaccia per supplente e trasforma la sua classe di scolari in una band. È una commedia senza alcuna pretesa di realismo, ma coglie bene una cosa: una band non è tutti che suonano la melodia, è un insieme di ruoli. Batteria e basso tengono il tempo e la parte bassa dell’armonia, chitarre e tastiere riempiono gli accordi, i cantanti portano la melodia. Funziona solo quando ogni parte poggia sulla stessa pulsazione, l’argomento della lezione sulle basi del ritmo.
Once (2007): le canzoni viaggiano come accordi e una melodia
Regia di John Carney. Un musicista di strada di Dublino e una pianista ceca si incontrano e, nel giro di pochi giorni, scrivono e registrano canzoni insieme. I due protagonisti, Glen Hansard e Markéta Irglová, sono musicisti e le canzoni le hanno scritte loro. Guarda la scena nel negozio di strumenti: lui le fa sentire una delle sue canzoni, lei segue gli accordi al pianoforte e presto la stanno cantando a due voci. È così che la maggior parte delle canzoni passa da un musicista all’altro: un breve giro di accordi con una melodia sopra, non uno spartito. La lezione sulle progressioni che tutti usano smonta i tre giri che fanno la maggior parte del lavoro.
20 Feet from Stardom (2013): armonizzare è tenere la propria nota
Regia di Morgan Neville. Un documentario sulle coriste e i coristi, le voci dietro il cantante principale in dischi famosi, tra cui Darlene Love, Merry Clayton e Lisa Fischer; una delle sue storie è la voce di Clayton in “Gimme Shelter” dei Rolling Stones. Il mestiere di chi fa i cori è l’armonia: cantare una nota diversa da quella della voce principale, spesso una terza sopra o sotto, e tenerla mentre la melodia tira da un’altra parte. È l’ascolto degli intervalli fatto dal vivo. La lezione sull’allenamento dell’orecchio comincia con la terza maggiore contro la terza minore, e la lezione sul cantare un intervallo ti chiede di cantarne uno.
Whiplash (2014): correre o rallentare
Regia di Damien Chazelle. Un giovane batterista jazz di un conservatorio suona sotto la guida di un direttore violento, e il film segue fin dove è disposto a spingersi pur di diventare grande. La crudeltà è il dramma, non un metodo didattico. Prendine invece l’orecchio per il tempo. Il direttore interrompe le prove per errori minuscoli e pretende di sapere se il batterista stava correndo o rallentando, se era avanti o indietro rispetto al tempo. Sono le due direzioni che prende ogni errore di tempo, e sapere qual è la tua è il primo passo per correggerlo. L’esercizio batti il ritmo e la lezione sul metronomo meccanico ti dicono entrambi se i tuoi colpi arrivano in anticipo o in ritardo: la stessa domanda, senza le urla.
Sound of Metal (2019): il suono è vibrazione prima di essere ascolto
Regia di Darius Marder. Riz Ahmed interpreta Ruben, il batterista di un rumoroso duo metal, che all’improvviso perde gran parte dell’udito. Il sound design è la lezione: passa di continuo da come suona l’ambiente a ciò che sente Ruben, ovattato e lontano, così il pubblico perde il suono insieme a lui. Il suono è una vibrazione che viaggia nell’aria prima di essere qualcosa che senti, e l’udito è solo il modo in cui il corpo la riceve. La lezione sul suono e le sue proprietà comincia proprio da lì, da qualcosa che vibra.
Tár (2022): a che cosa servono le mani di un direttore
Regia di Todd Field. Cate Blanchett interpreta Lydia Tár, direttrice principale di un’importante orchestra berlinese, che si prepara a registrare la Quinta Sinfonia di Mahler mentre la sua vita va in pezzi. Tár è un personaggio inventato, collocato tra nomi veri e musica vera. Guarda le prove per capire che cosa fa un direttore: stabilisce il tempo prima che qualcuno suoni, mostra dove comincia ogni battuta e dà forma a quanto forte e quanto veloce va ogni passaggio. In ogni schema di gesti standard, il primo movimento è un colpo verso il basso, il battere, e l’ultimo sale verso la battuta successiva, il levare, così cento musicisti possono vedere dove si trovano. La lezione sulle basi del ritmo spiega che cos’è una battuta e perché il primo movimento è quello che senti.
Che cosa esercitare dopo la visione
- Tenere il tempo (Whiplash, School of Rock, Tár): la lezione sulle basi del ritmo, poi l’esercizio batti il ritmo.
- Sentire gli intervalli e l’armonia (Amadeus, 20 Feet from Stardom): la lezione sull’allenamento dell’orecchio.
- Progressioni di accordi e improvvisazione (Bird, Once): la lezione sulle progressioni che tutti usano.
- Che cos’è fisicamente il suono (This Is Spinal Tap, Sound of Metal): la lezione sul suono e le sue proprietà.
- Scale e melodia (Tutti insieme appassionatamente): la lezione sulle scale.